Liberalizzazione del mercato luce e gas
RINVIATA AL 2020 LA LIBERALIZZAZIONE DEL MERCATO LUCE E GAS: OCCHIO ALLE TRUFFE
15 Marzo 2019

Obiettivo generale:
sensibilizzare e informare la cittadinanza e le istituzioni sulle malattie degenerative legate all’invecchiamento, sul decorso delle malattie e sulle possibili azioni preventive da attuare

 

Obiettivi specifici
aprire uno sportello/centro operativo in cui si effettui:

  • Attività di informazione sulla gestione dell’invecchiamento sano e patologico
  • Attività di screening della condizione degli over 50
  • Attività di prevenzione
  • Supporto informativo per le famiglie
  • Creazione rete di servizi

Partner di progetto:

Cna Pensionati

Dipartimento di Scienze Psicologiche della salute e del Territorio Università G. D’Annunzio

Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo

Ecipa Abruzzo

 

Breve descrizione di partner di progetto:

 

CNA Pensionati è il sindacato promosso dalla CNA (Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa) per la tutela e la salvaguardia degli interessi degli anziani.

La CNA Pensionati sviluppa politiche ed azioni a livello nazionale e locale per la difesa dello Stato Sociale e per la rappresentanza degli interessi degli anziani nei confronti del Governo centrale, degli Istituti pubblici, delle Regioni, degli Enti locali.

La CNA Pensionati è presente in territorio italiano presso tutte le sedi della CNA ed offre ai propri associati una serie di servizi di tipo amministrativo, sociale, ricreativo attraverso il Patronato EPASA-ITACO Cittadini e Imprese, il CAF, CNA Cittadini.

In Abruzzo la CNA Pensionati è convenzionata con Progetto Atena Onlus che raccoglie il 5 per mille i cui proventi vengono spesi per iniziative rivolte verso gli anziani su tutto il territorio abruzzese e con Progetto Atenaconsumatori per tutelare l’anziano come consumatore.

La CNA Pensionati ha promosso ed intende partecipare a questo progetto facendo da tramite tra le istituzioni, gli anziani e le loro famiglie coinvolgendoli in tutte le iniziative che saranno organizzate per sensibilizzare le persone interessate.

 

Ordine

L’Ordine degli Psicologi della Regione Abruzzo è un ente pubblico non economico regionale regolamentato dalla Legge 18 febbraio 1989 n. 56 Ordinamento della professione di psicologo. I principali compiti istituzionali sono quelli di curare la tenuta dell’albo professionale, provvedere alle iscrizioni e alle cancellazioni ed effettuare la sua revisione almeno ogni due anni; provvedere alla ordinaria e straordinaria amministrazione dell’ordine, curare il patrimonio mobiliare ed immobiliare dell’ordine e provvedere alla compilazione annuale dei bilanci preventivi e dei conti consuntivi. Un compito molto importante è quello di curare l’osservanza delle leggi e delle disposizioni concernenti la professione; designare, a richiesta, i rappresentanti dell’ordine negli enti e nelle commissioni a livello regionale o provinciale, ove sono richiesti, vigilare per la tutela del titolo professionale e svolgere le attività dirette a impedire l’esercizio abusivo della professione, adottando eventuali provvedimenti disciplinari. L’Ordine Psicologi Abruzzo conta oltre 2000 iscritti e ha come missione principale quello della promozione della figura professionale dello psicologo in molti ambiti e contesti territoriali. Il Consiglio è composto da un Presidente, un Vicepresidente, un segretario, un tesoriere e 11 consiglieri.

 

Conto Terzi

Il Conto terzi di Psicologia dell’Invecchiamento con sede presso l’Università di Chieti nasce con l’intento di mettere a punto e diffondere una nuova ed aggiornata metodologia di valutazione psicodiagnostica e di riabilitazione per l’anziano ispirata ad un modello bio-psico-sociale e di analisi a più livelli con lo scopo ultimo di promuovere il benessere cognitivo ed emotivo della persona anziana e dei suoi famigliari. Attraverso momenti di psicodiagnosi, riabilitazione, consulenze, servizi alle famiglie e progetti sul territorio, lo scopo è quello di arrivare ad un bilancio delle competenze dell’attore/attrice principale e delle figure che ruotano attorno ad esso/essa. In particolar modo, il gruppo di psicologi afferente al conto Terzi si occupa di valutazione dei cambiamenti a carico dei processi cognitivi ed emotivi e del potenziale di recupero. Inoltre, il gruppo è attivo in programmi di training cognitivi ed emotivi per sviluppare le strategie compensative necessarie a garantire un livello adeguato di benessere nell’invecchiamento.

 

Ecipa Abruzzo

Fondazione ECIPA Abruzzo, Ente Confederale Istruzione Professionale Artigianato, riconosciuto ai sensi della Legge 40/1987, nasce come agenzia formativa di emanazione della CNA Abruzzo – Confederazione Nazionale dell’Artigianato e della piccola e media impresa – con lo scopo di elaborare e gestire interventi di formazione ed orientamento finalizzati allo sviluppo ed alla qualificazione del capitale umano delle imprese presenti sul territorio regionale.

Destinatari delle attività sono gli imprenditori, i collaboratori familiari, i dipendenti, i giovani alla ricerca di occupazione e gli studenti, anche all’interno di percorsi di collaborazione con il “mondo della Scuola. Ecipa Abruzzo è parte della rete nazionale CNA-ECIPA.

Ecipa Abruzzo è:

– Agenzia formativa accredita dalla Regione Abruzzo nella Formazione Superiore e nella Formazione Continua con due sedi a Pescara e a Teramo.

– Certificata ISO 9001:2015 per le attività di progettazione, promozione ed erogazione di attività di formazione professionale, continua finanziata e a mercato certificato n.31263/14/S.

– Organismo accreditato presso il Ministero dei Trasporti per ADR, CQC e Conto terzi

– Agenzia formativa accredita dalla Regione Abruzzo settore Sanità per erogazione dei corsi per utilizzo di fitofarmaci.

Le attività di ECIPA Abruzzo consistono prevalentemente nella progettazione e realizzazione di percorsi di formazione e orientamento. Le attività sono rivolte alle seguenti tipologie di utenza:

  • giovani disoccupati/inoccupati con progetti finalizzati all’inserimento nel mondo del lavoro anche attraverso la creazione d’’impresa
  • apprendisti e tirocinanti
  • occupati per aggiornamento, riqualificazione professionale, abilitazioni, patentini, obblighi normativi programmi di interventi di sostegno alle competenze per i lavoratori colpiti dalla crisi economica
  • imprenditori con attività di sostegno e supporto alla imprenditoria (ai soci e collaboratori), alla nuova impresa (anche di cittadini extracomunitari), al cambio generazionale
  • soggetti svantaggiati appartenenti alle categorie del disagio sociale ex-tossicodipendenti, disabili psichici, extra-comunitari

Le attività di ECIPA Abruzzo si esprimono attraverso alcune linee fondamentali:

  • Raccogliere e analizzare i fabbisogni formativi espressi dalle imprese nel territorio e svolgere analisi e studi circa l’evoluzione della domanda di formazione.
  • Stimolare la nascita di network formativi tra enti di formazione, scuole, università e imprese per favorire lo scambio di high skills necessarie per migliorare le performance aziendali ed ottenere una crescita sostenibile.

 

Stato dell’arte: l’invecchiamento della popolazione

 

In base al Report globale su Invecchiamento e salute prodotto dall’Organizzazione mondiale per la sanità,per la prima volta nella storia la maggior parte delle persone hanno una aspettativa di vita di 60 anni e oltre. Secondo il Report la popolazione anziana entro cinque anni supererà quella dei bambini sotto i 5 anni e nel 2050 gli over 60 dagli attuali 900 milioni passerà a quasi 2 miliardi. Altro dato, già noto: il Giappone è il Paese più longevo, ma l’Italia è seconda e prima in Europa. Inoltre: 125 milioni di persone nel mondo raggiungono gli 80 anni; entro il 2050 saranno 120 milioni solo in Cina, mentre 434 milioni nel resto mondo.

 

I dati. Le previsioni per il 2050 stimano che l’80% degli over 60 vivrà nei Paesi a medio e basso reddito. Per capire la velocità del processo di cambiamento: in 150 anni in Europa la popolazione anziana è aumentata dal 10% all’attuale 20%; in Brasile, Cina e India basteranno 20 anni per raggiungere lo stesso cambiamento. “Ai tempi di imprevedibili sfide per la salute, vuoi per i cambiamenti climatici, per malattie infettive emergenti o per il nuovo batterio che sviluppa una farmaco-resistenza, un trend è certo: ovunque nel mondo l’età della popolazione è rapidamente aumentata, le conseguenze per la salute, i sistemi sanitari, i loro lavoratori e i budget sono profonde”, afferma Margaret Chan, Direttore generale del’Organizzazione Mondiale della Sanità:

 

Lo stereotipo dell’anziano. Esiste un modo di vedere gli anziani – fragili e dipendenti – che va destrutturato, dice il Report Oms, valorizzando il loro contributo. Una ricchezza e non un peso. Studi longitudinali su grandi numeri dimostrano che dal 1916 al 1958 è diminuita la prevalenza delle disabilità più gravi ma non per quelle minori. Ci sono poche prove a dimostrazione del fatto che gli anni in più di oggi siano vissuti più in salute rispetto a quanto non sia accaduto per le generazioni precedenti alla stessa età. Comunque chi vive più a lungo e in condizioni migliori fa parte, in genere, di quel segmento più avvantaggiato della società.

 

Il caso italiano.Accessibilità universale delle cure, buon sistema sanitario, stile di vita: sono gli architravi del record italiano, con il 21,4% over 65 e il 6,4% over 80. Seguono Germania e Portogallo. Ma entro 20 anni anche Cile, Cina, Iran e Russia avranno una proporzione simile di popolazione anziana. “Un bambino nato in Brasile o in Myanmar (ex Birmania) nel 2015 può aspettarsi una vita più lunga di 20 anni rispetto a chi è nato nel 1965, solo 50 anni fa”, segnala il Report, “Nella Repubblica Islamica dell’Iran nel 2015 solo 1 cittadino su 10 ha più di 60 anni; nei 35 anni a venire l’aumento porterà ad 1 su 3. Mai stato così veloce il cambiamento della popolazione anziana”. E ancora il Report: “Sebbene qualche diversità nell’età degli anziani riflette la nostra eredità genetica, gran parte deriva dall’ambiente fisico e sociale in cui viviamo. Casa, vicini, comunità possono avere un effetto sulla salute, anche attraverso barriere o incentivi che influenzano decisioni, comportamenti, opportunità”.

 

Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istat, gli ultra 65enni sono 13,8 milioni (il 22,8% della popolazione italiana), e sono aumentati di oltre mezzo milione in meno di 4 anni. L’indice di vecchiaia non accenna a frenare: al primo gennaio 2018 per ogni 100 under 15 si contano 168,9 over 65, un nuovo record nazionale secondo l’Istituto di Statistica. Si registra inoltre un nuovo aumento la media dell’aspettativa di vita: 80,8 anni per gli uomini e 85,2 anni per le donne. E migliorano anche le previsioni per chi è già entrato nella fase avanzata: a 65 anni, la speranza di vita è di 19,3 anni per gli uomini e di 22,4 anni per le donne. Attualmente, in Italia, ci sono circa 2,2 milioni di persone sopra gli 85 anni. E il Bel Paese detiene anche il record europeo di ultracentenari in vita: al 1° gennaio 2019 sono 14.456 i residenti che hanno compiuto o superato i 100 anni di età.

Inoltre, i dati in prospettiva ci dicono che, entro il 2050, una persona su quattro, nel mondo, potrebbe avere 65 o più anni, mentre il numero di ultraottantenni dovrebbe triplicare, passando da 143 milioni nel 2019 a 426 milioni nei prossimi trent’anni.

 

I costi. Per migliorare le condizioni di una popolazione che invecchia si può fare molto. Affrontare il problema è un investimento e non un costo. Il tema dei costi e dei sistemi di assistenza a lungo termine, evitando l’uso improprio dei servizi sanitari e garantendo diritti e dignità a chi vive gli ultimi anni della propria esistenza. E dando maggiore libertà alle donne, che spesso sono coloro che si prendono in carico la cura per i familiari più anziani.

 

Sebbene queste azioni richiedano lo stanziamento di risorse, rappresentano un investimento per la società del futuro: un futuro che dà alle persone più anziane la libertà di vivere vite che le precedenti generazioni non avrebbero mai potuto immaginare.

Tante sono le iniziative tese a migliorare la gestione dell’invecchiamento della popolazione: dal migliorare la sicurezza degli anziani nelle città a creare strutture ricettive per contrastare l’isolamento sociale e la solitudine. È necessario allineare i sistemi sanitari alle esigenze degli anziani, con un passaggio deciso al tema della cronicità. Utile è la creazione di team composti da varie figure di specialisti, dove si esaltano i ruoli di fisioterapisti, psicologi, nutrizionisti, terapisti occupazionali.

 

Il progetto

Alla luce di questi numeri, urge ripensare il Sistema Sanitario e il Welfare in generale, puntando su prevenzione e assistenza in chiave innovative. Ci troviamo dunque di fronte ad una grande fetta della popolazione che comporta, man mano che gli anziani aumentano, una rivalutazione continua di cosa significhi essere anziani oggi, di quali siano le esigenze degli anziani e quali siano le variabili che permettono di gestire la terza età nel migliore dei modi. L’anziano di oggi, infatti, ha un livello di istruzione superiore rispetto agli anziani di 10 anni fa, gode di maggiore salute, e quindi ha una prospettiva di vita più lunga. Per garantire e sostenere le potenzialità di questi nuovi anziani è necessario sviluppare una nuova cultura e un nuovo interesse nei loro confronti e soprattutto un nuovo concetto di salute e invecchiamento. Secondo la World Health Organization (1984), la salute “è uno stato di completo benessere fisico, psichico e sociale”, e non semplicemente l’assenza di una malattia o handicap a livello fisico. È evidente che se adottassimo la definizione di salute come assenza di problemi a livello fisico, molti anziani non potrebbero essere definiti come sani. Tuttavia, oggi sappiamo che essere in salute e longevi dipende da un insieme di fattori sia fisici che psicologici.

 

La longevità è un fenomeno multifattoriale, ossia non dipende soltanto dall’assenza di malattie, ma anche dal modo in cui noi percepiamo le malattie stesse e da quanto le nostre abilità cognitive e sociali restano allenate dopo i 65 anni. Il progetto si pone come focus centrale l’informazione, la formazione ed intervento per le famiglie e gli anziani-giovani (dai 65 ai 75) e anziani-anziani (dai 75 anni in su) allo scopo di sviluppare una nuova cultura della longevità e supportare un invecchiamento di successo. Il progetto prevede una serie di azioni mirate, da una parte, a supportare le famiglie e i caregiver di anziani con invecchiamento fisiologico e/o patologico e, dall’altra, la stesura di interventi mirati ad allenare le abilità sociale e cognitivi degli anziani. Lo scopo ultimo è quello di sensibilizzare le famiglie, i caregiver e gli anziani stessi all’uso delle abilità cognitive e sociali ai fini della longevità e promuovere forme diversificate di intervento per i nuovi anziani.

 

La psicologia dell’invecchiamento studia, in particolare, la longevità come dimensione dinamica operante nel rapporto salute-abilità cognitive e sociali dell’anziano. Collegare la salute alle abilità cognitive e sociali implica, da una parte, considerare l’impatto che l’integrità dei processi cognitivi ha sulla longevità e, dall’altra, aiutare gli anziani a tenere allenate o recuperare certe abilità cognitive e sociali fondamentali nella vita quotidiana. Sappiamo infatti che, anche in presenza di disturbi specifici e tipici dell’invecchiamento, la qualità della vita può non peggiorare se l’anziano è in grado di svolgere le attività della vita quotidiana e riesce a mantenere vivi i legami sociali.

 

Obiettivo del progetto:

Il progetto mira a sensibilizzare le famiglie, i caregiver e gli anziani sui temi dell’invecchiamento e insegnare le strategie cognitive e sociali finalizzate ad un invecchiamento di successo attraverso l’informazione, la formazione e l’allenamento delle funzioni cognitive, perché queste determineranno il modo in cui l’invecchiamento verrà percepito e garantiranno loro una qualità di vita migliore. Le fasi principali del progetto prevedono la divulgazione di informazione per un invecchiamento attivo, la formazione di operatori e i caregiver insieme alla programmazione e realizzazione di interventi per aumentare il fitness cognitivo e il benessere percepito.

 

In particolare, la memoria, gli aspetti metacognitivi e la vita sociale possono essere considerati i mediatori principali della longevità. I cambiamenti a carico di queste abilità possono impoverire la qualità di vita dell’anziano e rendere più marcati anche i deficit a livello fisico. Ad esempio, il declino nelle funzioni mnestiche può risultare nella modificazione delle risposte di adattamento all’ambiente e quindi danneggiare il mantenimento di un livello adeguato di salute: l’abilità di seguire un determinato regime farmacologico può essere limitato da una ridotta comprensione e ricordo delle informazioni mediche.

 

Gli aspetti metacognitivi, invece, intervengono nelle funzioni di controllo e dell’autoefficacia. Per controllo ci riferiamo al modo in cui gli anziani percepiscono la loro vita sotto controllo personale, mentre il concetto di autoefficacia si riferisce alla valutazione che gli anziani fanno delle loro capacità cognitive di eseguire con successo un certo compito nella vita quotidiana. Solitamente all’aumentare dell’età si osservano un livello di controllo ed un’autoefficacia più bassi. Ma non bastano interventi mirati agli anziani. L’informazione e la formazione in termini di conoscenze e strategie di gestione da parte di chi si prende cura dell’anziano sono presupposti fondamentali per un invecchiamento di successo.

 

Descrizione delle attività del progetto

INFORMAZIONE e INTERVENTO

L’invecchiamento può essere definito come un processo o meglio, un insieme di processi che hanno luogo in un organismo vivente e che, col passare del tempo, ne diminuiscono le probabilità di sopravvivenza. Per questo, da secoli, si è cercato di combattere l’invecchiamento nel tentativo di allungare la vita (considerato un’età cronologica) senza considerare l’invecchiamento come una fase complessa di essa che continua lungo tutto l’arca della vita. In quest’ottica, l’invecchiamento dipende da un insieme di fattori che contribuiscono tutti all’aumento dell’aspettativa di vita. Sappiamo anche, che non si muore per invecchiamento bensì per le malattie e disturbi che esso porta con sé. Conoscere e comprendere i cambiamenti, guadagni e perdite, migliora l’approccio verso l’invecchiamento in generale, e l’interazione caregiver/anziano, in particolare.

Per fare tutto ciò, diventa fondamentale l’apertura di uno sportello informativo mirato afacilitare l’accesso ad informazioni complete in merito ai diritti e alle modalità per usufruire dei servizi; per migliorare la conoscenza delle risorse disponibili per rispondere a esigenze e bisogni legati a condizioni di difficoltà e\o disagio.

Qualunque adulto interessato, in maniera diretta e/o indiretta, al tema dell’invecchiamento di successo può beneficiare dei servizi svolti da psicologi e personale adeguatamente formato e qualificato.

Lo sportello sarà aperto 8 ore a settimana.

FORMAZIONE

Formare il caregiver e l’anziano, demente e non, a ridurre lo stress, le difficoltà comportamentali e i sintomi psicologici legati al caregiver burden significa educare al benessere psicologico, alla soddisfazione di vita e alla soddisfazione personale. I caregiver e gli anziani assumeranno atteggiamenti propositivi lungo i 6 fattori che sembrano determinare il benessere psicologico (Ryff, 1989a); Autoaccettazione: riconoscere e accettare le proprie qualità sia positive sia negative e avere sentimenti positivi per la vita. Crescita personale: considerarsi persona in continuo sviluppo, con apertura nei confronti delle esperienze, sentirsi realizzato nelle proprie potenzialità. Relazioni positive con gli altri: avere relazioni interpersonali soddisfacenti e caratterizzate da fiducia reciproca. Autonomia, autodeterminazione e indipendenza: capacità di resistere alle pressioni sociali, capacità di valutare se stessi mediante standard personali. Dominio sull’ambiente: senso di padronanza e competenza nel gestire l’ambiente circostante, capacità di controllare, scegliere e utilizzare contesti adeguati per i propri bisogni e i valori personali. Scopo di vita: avere un senso di direzionalità, la sensazione che la propria vita, passata e presente, abbia un significato.

Si svolgeranno incontri individuali e/o di gruppo per sviluppare conoscenze e strategie di gestione del rallentamento cognitivo; incontri con i caregiver per lo sviluppo di strategie di gestione dell’anziano; incontri mirati a migliorare funzioni cognitive, relazioni sociali ed espressione emotiva.
L’attività è rivolta alla popolazione adulta ed anziana interessata, in maniera diretta e/o indiretta, al tema dell’invecchiamento di successo
Psicologi qualificati saranno a disposizione dei partecipanti a livello individuale e/o gruppo.

Tempo dedicato 6 ore mensili